Il cambiamento climatico è un insieme di alterazioni di larga scala in termini di temperature medie e andamento climatico che si sviluppano e protraggono nel lungo termine. Questi cambiamenti sono causati da un aumento della quantità dei gas serra associato soprattutto alle attività umane, produttive e industriali.
Definire il cambiamento climatico
Prima di addentrarsi nelle caratteristiche specifiche del cambiamento climatico, è importante differenziare tra clima e meteo, termini comunemente utilizzati come sinonimi. In realtà, se il clima indica la media di temperature, precipitazioni, umidità e fenomeni ventosi di un determinato luogo, il meteo è una determinata “situazione” climatica, relativa a un momento e un luogo specifico. In un certo senso, è come se il meteo fosse un fotogramma del clima.
Di conseguenza, il cambiamento climatico non è la semplice variazione del meteo di giorno in giorno, ma un profondo cambiamento della media dei fenomeni metereologici in un determinato luogo. Questo cambiamento è quasi impercettibile nel quotidiano, ma è apprezzabile attraverso l’osservazione di periodi di decenni o addirittura secoli.
I fenomeni di cambiamento climatico sono da sempre una costante legata perlopiù al susseguirsi delle varie ere geologiche. Tuttavia, a partire dalla seconda rivoluzione industriale (1870) il cambiamento climatico è stato stimolato da attività economico-produttive umane molto più che dal naturale procedere della storia del mondo.
Cambiamento climatico e riscaldamento globale
Un altro tassello necessario per capire appieno cause e dinamiche del cambiamento climatico di oggi riguarda le caratteristiche e proprietà dell’atmosfera stessa. Diversamente da come l’intuito potrebbe suggerirci, l’aria che respiriamo, l’atmosfera, è in realtà un fluido dinamico in continuo movimento. Questo movimento è influenzato da diversi fattori: radiazioni solari, posizionamento di continenti, catene montuose e foreste, come anche la composizione chimica dell’atmosfera stessa.
È proprio per questo che spesso il termine cambiamento climatico viene utilizzato in coppia con gas serra. L’alterazione chimica dell’atmosfera causata dalle attività economico-produttive umane degli ultimi 150 anni è infatti tra le maggiori componenti che hanno influenzato il cambiamento climatico attuale.
Anomalie sulle temperature medie mensili a livello globale. Fonte: Our World in DataEmissioni di gas serra a livello mondiale. Fonte Our World in Data
I grafici sviluppati da Our World in Data rendono la connessione logica tra i diversi fenomeni ancor più chiara. Se i gas serra aumentano, aumenta anche la temperatura media terrestre, contribuendo all’accelerazione del naturale cambiamento climatico.
L’anidride carbonica (CO2) non è l’unico gas serra, ma solo quello più comunemente menzionato. I gas serra comprendono anche: metano (CH4), protossido di azoto (N20), i clorofluorocarburi e l’ozono (O3).
Da un lato, questi gas si accumulano nell’atmosfera, assorbendo la luce e le radiazioni provenienti dal sole. Dall’altro lato, però, questi stessi gas impediscono la naturale dispersione del calore e delle radiazioni verso l’esterno dell’atmosfera. Si crea quindi una “cappa” difficile da diradare, visti anche i tempi prolungati di permanenza di questi gas all’interno dell’atmosfera stessa. Con l’aumento delle attività produttive, dei trasporti (inter- e intra-nazionali), e della globalizzazione il tasso di produzione dei gas serra ha raggiunto velocità sempre più alte e lontane rispetto ai tempi di dispersione, ampliando la portata (e le conseguenze) dell’effetto serra.
E quello che notiamo è solo la punta dell’iceberg
La gravità della questione del cambiamento climatico causato dall’uomo è purtroppo difficile da comprendere nella sua interezza. Infatti, anche se a livello quotidiano ci potrebbe sembrare un fenomeno quasi impercettibile, le conseguenze del cambiamento climatico che stiamo vivendo sfociano spesso e volentieri in fenomeni etichettabili come catastrofi naturali. Perché non si tratta di un semplice fastidio ulteriore durante i mesi estivi, o di quella grandinata a sorpresa che rovina i nostri piani domenicali. In realtà, questa è solo la punta dell’iceberg.
Secondo Al-Jazeera, oltre 400 milioni di ettari di terreno vengono colpiti da incendi boschivi incontrollati ogni anni. Per dare un senso di misura, si tratta di un area grande circa la metà degli Stati Uniti. Anche l’aumento di carestie e siccità ha causato dei danni colossali a livello ambientale, con l’impoverimento dell’ecosistema (flora e quindi anche fauna) e conseguenze anche per salute e sopravvivenza umane.
Ma il cambiamento climatico ha causato e sta causando disastri naturali anche diametralmente opposti a siccità e incendi boschivi. A causa d’inondazioni e dell’innalzamento del livello del mare , si stima che oltre 300 milioni di persone perderanno la propria abitazione entro il 2050. Si tratta tra l’altro di stime ottimistiche, che presuppongono un adeguamento globale all’accordo di Parigi: una scadenza sui tagli alle emissioni che, per lo stato attuale degli impegni transnazionali, non saremo in grado di rispettare.
E questi sono solo alcuni esempi e numeri che dimostrano quanto il cambiamento climatico sia un fenomeno da non sottovalutare, con conseguenze che nel giro di un paio di decenni saranno esponenzialmente più palesi e catastrofiche.
L’impegno di Spindox
Anche noi di Spindox, nel nostro piccolo, cerchiamo di compensare le emissioni collegate alle nostre attività. Ad esempio, abbiamo una collaborazione pluriennale con Treedom, la prima piattaforma web al mondo che permette di piantare un albero a distanza e seguire online la storia del progetto di cui fa parte. Dalla sua fondazione a Firenze nel 2010, Treedom ha piantato oltre 3.689.000 alberi in Africa, America Latina, Asia e Italia. Questi alberi vengono piantati seguendo un design di tipo agroforestale: un metodo intelligente, che affonda le sue radici nella saggezza popolare e fa del bene sia al clima sia alle persone, attraverso la scelta strategica di varietà e posizionamento delle piante.
Essere localvore significa abituarsi a consumare prodotti alimentari (e non solo) di origini locali, ovvero nelle zone limitrofe alla propria abitazione, convenzionalmente nel raggio di circa 150 km. Questa pratica porta benefici sotto diversi aspetti della sostenibilità, limitando l’impatto ambientale dovuto a produzione e trasporto di beni e prodotti, promuovendo allo stesso tempo lo sviluppo dell’economia e della comunità locale.
Con neurodivergenza si indica l’insieme di forme intellettive e caratteristiche neurologiche diverse da quelle di una persona “neurotipica”. Queste differenze possono manifestarsi a livello sociale, comportamentale, di apprendimento e di modalità comunicative.